Il decreto Rilancio con nuove disposizioni spinge sull’utilizzo del lavoro agile sia nel pubblico che nel privato

Lo smart working ( lavoro agile ) ha conosciuto con l’emergenza Coronavirus uno sviluppo considerevole, in quanto il distanziamento sociale ha costretto tutte le aziende a portenziare o sperimentare  questa  modalità di lavoro. Il governo ne ha raccomandato l’utilizzo già dai primi decreti legge sia nel settore pubblico che nel privato.

Nel decreto Cura Italia  del 17 marzo era  stata anche prevista  la priorità nella possibilità di utilizzo del lavoro agile per le persone con disabilità e anche per coloro che assistono in famiglia persone disabili .

Nel Decreto Rilancio  da poco approvato dal Consiglio dei  ministri e in attesa di pubblicazione in Gazzetta  si aggiunge un ulteriore tassello, in particolare a sostegno delle famiglie con figli minori, costretti a casa per la chiusura delle scuole, ormai fino a settembre.

L’art 96 del nuovo DL prevede infatti :

1. per il settore privato  fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID–19, i genitori lavoratori dipendenti  che hanno almeno un figlio minore di anni 14, hanno il diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa .

Il diritto non è applicabile se in famiglia c’è un altro genitore nelle seguenti condizioni:

  • in cassa integrazione (con sospensione o cessazione dell’attività lavorativa )
  • non lavoratore.

La norma specifica anche che la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici di proprieta del dipendente se il datore di lavoro non riesce a fornirli.
I datori di lavoro sono tenuti a comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

2. Per il settore della pubblica amministrazione: i datori di lavoro pubblici, nel periodo di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020,  possono utilizzare la modalità di lavoro agile per ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla legge n. 81 del 2017;

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